Decreto aiuti, il governo tende una mano alle imprese colpite dalla guerra. Attesa per una nuova pace fiscale

di Lodovico Poschi Meuron
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Decreto aiuti e pace fiscale: erano i due temi caldi sul tavolo del Governo per venire incontro a famiglie e imprese. 

Sul primo è arrivato il via libera del Governo che adesso sta verificando se ci sono le condizioni per una rottamazione quater relativa alle cartelle 2018 e 2019. 

Si tratterebbe di un provvedimento molto importante e soprattutto di enorme impatto perché.

Secondo i dati forniti dal Governo, al momento ci sono 140 milioni di cartelle in attesa di partire, 15 milioni di italiani con almeno una cartella pendente, più di 1.000 miliardi di euro da incassare.

Decreto aiuti, arriva il Fondo Ucraina

Per gli imprenditori maggiormente colpiti da questa emergenza nasce il “Fondo per il sostegno alle imprese danneggiate dalla crisi ucraina”.

Attraverso lo strumento messo in campo dal governo, per il 2022 verranno concessi contributi a fondo perduto fino a 400.000 euro alle imprese che hanno subìto cali di fatturato di almeno il 30%.

Le cause possono essere:

  • contrazione della domanda
  • interruzione di contratti e progetti esistenti
  • crisi nelle catene di approvvigionamento.

Il c.d. decreto “aiuti” prevede misure di sostegno per le imprese che negli ultimi due anni hanno avuto rapporti commerciali con l’Ucraina, la Federazione russa e la Bielorussia.

Il Fondo è istituito per l’anno 2022 nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico con una dotazione di 200 milioni di euro.

Ecco le PMI che potranno ottenere i soldi del decreto aiuti

Potranno ottenere gli aiuti le Pmi che presentano cumulativamente i seguenti requisiti:

a) realizzazione negli ultimi 2 anni operazioni di vendita di beni o servizi, compreso l’approvvigionamento di materie prime e semilavorati, con l’Ucraina, la Federazione russa e la Bielorussia, pari almeno al 20% del fatturato aziendale totale;

b) il costo di acquisto medio per materie prime e semilavorati nel corso dell’ultimo trimestre antecedente l’entrata in vigore del decreto è incrementato almeno del 30% rispetto al costo di acquisto medio del corrispondente periodo dell’anno 2019;

c) hanno subìto nel corso del trimestre antecedente l’entrata in vigore del decreto un calo di fatturato di almeno il 30% rispetto all’analogo periodo del 2019.

Come si calcolano gli importi da assegnare

Le risorse si assegnano calcolando applicando una percentuale pari alla differenza tra l’ammontare medio dei ricavi relativi all’ultimo trimestre anteriore all’entrata in vigore del decreto e l’ammontare dei medesimi ricavi riferiti al corrispondente trimestre del 2019.

Tale percentuale è determinata come segue:

  • 60% per i soggetti con ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 non superiori a 5 milioni di euro;
  • 40% per i soggetti con ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 superiori a 5 milioni di euro e fino a 50 milioni di euro
  • per le imprese costituite dal primo gennaio 2020 il periodo di imposta di riferimento di cui alle lettere a) e b) è quello relativo all’anno 2021.

I contributi non potranno comunque superare l’ammontare massimo di 400.000 euro per singolo beneficiario.

Con un apposito decreto del Mise si definiranno modalità di erogazione delle risorse, verifica del possesso dei requisiti da parte dei beneficiari, tempi e modalità di presentazione delle domande.

Rottamazione-ter per mezzo milione di imprenditori

Nessuna novità in questo senso. Il Governo ha preferito dare priorità alle misure di sostegno alle imprese che stanno subendo danni gravissimi a causa della guerra in Ucraina.

Sul tavolo rimane l’ipotesi di una nuova pace fiscale.

Intanto, lunedì 9 maggio è stato l’ultimo giorno per saldare le rate non corrisposte targate 2020 di rottamazione ter e saldo e stralcio.

Non c’è più tempo invece per i contribuenti con piani di rateizzazione decaduti prima della sospensione dell’attività di riscossione causa Covid (8 marzo 2020).

Questa prima scadenza ha riguardato gli oltre 500 mila contribuenti che non riuscirono a corrispondere entro lo scorso 14 dicembre tutte le rate 2020 e 2021 sospese durante il Covid.

Il mancato pagamento li aveva fatti decadere dai benefici di rottamazione ter e saldo e stralcio, generando al contempo un ammanco per l’erario di 2.45 miliardi di euro. 

Con il decreto Sostegni ter i termini sono stati riaperti. 

Queste le prossime scadenze:

  • 31 luglio per le rate 2021; 
  • 30 novembre per le rate 2022.

 

Photo Cover: Pixabay/mohamed_hassan

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