Elena Demarziani: «La mia nuova sfida è la parità di genere nel mondo dei commercialisti»

di Elisabetta Majocchi
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La titolare dello Studio DeMarziani & Partners racconta la sua esperienza trentennale, dagli inizi fino all’odierno scenario digitale e le sfide burocratiche.

 

Elena Demarziani è dottore commercialista esperta in fiscalità nazionale e internazionale, e conta tra i suoi clienti importanti società multinazionali. Inoltre lo Studio DeMarziani & Partners, di cui è titolare, è specializzato in consulenza e revisione contabile di organizzazioni no-profit.

Lei ha fondato lo Studio Demarziani a Milano nel 1993. Un bilancio di quegli anni? 

Era il periodo della “Milano da bere” e dei primi scandali di Tangentopoli. Milano era fiorente di attività produttive e dava spazio ai professionisti che, come me, decidevano di aprire il proprio studio e partire da zero.

Come è cambiata la sua professione con l’avvento del digitale?

Abbiamo avuto un incremento enorme della produttività a scapito del tempo libero, e spesso i clienti non riescono a percepire tutte le attività che facciamo per loro conto, soprattutto quando si parla di registrazioni contabili e dichiarazioni dei redditi. Dall’altro lato abbiamo l’Agenzia delle entrate, con la quale i rapporti non sono sempre ” ottimali”, che ci “carica” di un sacco di adempimenti burocratici che non aiutano e non incentivano i giovani ad entrare nella nostra professione.

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Il vostro studio è specializzato nella gestione fiscale delle organizzazioni no-profit. Di che cosa si tratta nello specifico?

Dopo aver svolto per un anno il ruolo di Ragioniera capo alla Casa di riposo per musicisti Fondazione Giuseppe Verdi, ho avuto una folgorazione e ho deciso che mi sarei occupata di fondazioni e associazioni. Questo succedeva prima di aprire la Partita IVA. Allora nessuno se ne occupava e il settore non era minimamente regolamentato. Ora, grazie anche all’introduzione del Codice del Terzo settore, le cose stanno cambiando e stiamo monitorando attentamente l’evoluzione della normativa.

Lei è un’esperta di fiscalità internazionale. Quanto è importante avere delle competenze in questo settore?

Aiutiamo le aziende straniere che vogliono venire a fare business in Italia, e spesso si devono scontrare con una burocrazia che non ha pari nei loro Paesi di origine, diventando così il punto di riferimento di molte multinazionali che ormai ci chiedono qualsiasi cosa. Diciamo che siamo come i medici di base: i clienti vengono da noi e se serve gli consigliamo uno specialista di fiducia, grazie anche alla rete di contatti  intessuta durante tutti questi anni di public relations.

Oltre ad essere consigliera dell’ordine dei commercialisti ed esperti contabili di Milano (ODCEC), è anche presidentessa del Comitato Pari Opportunità dell’ODCEC milanese. Ci può raccontare nel dettaglio di che cosa si occupa?

Da anni sono impegnata in un’associazione femminile che si occupa di diritti delle donne e di migliorare in generale la condizione di lavoro, salute e welfare del genere femminile. Per questo motivo, la presidentessa Marcella Caradonna mi ha scelto per occuparmi di pari opportunità nel neo Comitato (CPO) che si è insediato da un anno, con il focus sulle parità di genere nel nostro mondo professionale. In particolare vogliamo agevolare i giovani, le donne e chi non ha molte possibilità di emergere in questo lavoro. Devo dire che ho delle colleghe e dei colleghi validissimi con i quali abbiamo ideato percorsi di coaching , promosso eventi di sensibilizzazione sulla salute delle colleghe, organizzato convegni sulla certificazione di genere. Abbiamo collaborato soprattutto con gli altri CPO dei vari ordini dei commercialisti lombardi, ma anche con le altre professioni ordinistiche presenti sul territorio milanese. C’è molto lavoro da fare per assicurare la parità tra uomo e donna, e ridurre il famoso gender gap.

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Che consigli darebbe a un giovane che volesse intraprendere la carriera da commercialista?

Nonostante le difficoltà, ritengo sia una professione bellissima che offre tantissimi sbocchi impensabili fino a 30 anni fa. Oggi ci sono delle specializzazioni nuove anche attraverso l’uso dei social media incredibili. Consiglio di iscriversi alla Commissione Giovani del nostro Ordine, dove abbiamo una bravissima collega delegata del Consiglio che risponde giorno e notte ai quesiti e ai dubbi dei nostri giovani. E poi di frequentare una o più di una delle 40 commissioni di studio del nostro ordine, e di scegliere in quale materia specializzarsi.

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