Marco Massari, come unire l’anima del consulente al ruolo del formatore

di Annarita Cacciamani
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Consulente per aziende con un passato da bancario e il desiderio di formare e informare. Intervista al fondatore di Massari Consulting, che ci racconta il suo percorso e la sua mission.

Marco Massari, originario di Ravenna, e da diversi anni in pianta stabile a Fidenza (in provincia di Parma), dove gestisce la sua società di consulenza, Massari Consulting e parallelamente si occupa di formazione e divulgazione con un’intensa attività sui social network, e non solo.

Come nasce Massari Consulting e di cosa si occupa?

Nella mia testa Massari Consulting nasce appena dopo la laurea in Economia aziendale. Nella realtà qualche anno dopo! Dopo gli studi, ho iniziato a lavorare a Ravenna come associato di un importante studio di consulenza. Mi occupavo di finanza agevolata e, contemporaneamente, con la mia Partita IVA seguivo alcune pratiche più piccole. Poi ho lavorato per una decina d’anni nel settore bancario a Parma. Infine, nel 2014, sono tornato al mio “primo amore” dedicandomi nuovamente alla consulenza. Con Massari Consulting mi occupo di consulenza strategica per le Pmi, vale a dire business plan, controllo di gestione, check up. In altre parole, supporto ed aiuto gli imprenditori, che spesso hanno conoscenze prevalentemente tecniche, nella gestione dell’impresa a livello manageriale.

Sul suo sito parla di un doppio brand: Massari Consulting e Marco Massari. Perché questa scelta?

Tanti mi dicono che quella del doppio brand sia una scelta sbagliata, che va a creare soltanto confusione. Per me invece rappresenta le mie due anime. Massari Consulting è un’azienda che fa consulenza, che ha due dipendenti, una rete di collaboratori e che in futuro potrebbe ingrandirsi ed essere rappresentata anche da altre persone. Marco Massari invece sono io con la mia professionalità e la mia passione, che porto avanti attività di formazione e divulgazione indipendenti dall’attività dell’azienda.

Un paio di anni fa, lei ha pubblicato un libro. Quale è stata la sua genesi e quale il percorso per realizzarlo?

Pubblicare un libro è sempre stato un mio desiderio. Mi piace fare formazione e divulgazione, raccontare quello che ho imparato nel corso della mia carriera professionale. Sono un avido lettore e mi piace realizzare prodotti che possano rimanere nel tempo. Da qui nasce il mio primo libro “L’impresa di essere imprenditori”, che parla appunto di argomenti legati alla mia attività. Sono partito da alcuni articoli che avevo scritto per un blog e poi ho trovato un piccolo editore per la pubblicazione. A settembre 2023 è uscito il secondo libro che ho scritto insieme alla psicologa Silvia Ferrari dal titolo “Business Plan e Finanza non dicono tutto“. Il libroche fa parte del progetto “Essere o non essere imprenditorie ha anche una sua pagina Facebooktratta di impresa, non solo dal punto di vista numerico ma anche da quello sociale e umano. Il tutto nasce per offrire un supporto operativo agli imprenditori italiani, in particolare di micro e piccole imprese, tramite interventi consulenziali e formativi altamente personalizzati.

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Photo: Unsplash / Carlos Muza

Lei è molto attivo sui social. Come gestisce tutti i suoi mezzi? Dal sito, ai social, ai blog, ai video

I miei siti web sono sostanzialmente delle vetrine che spiegano quello che faccio. Per quanto riguarda i social per ora facciamo tutto internamente: mia moglie in particolare è una brava fotografa, e ha seguito dei corsi ad hoc per la parte grafica e di montaggio video. Sono comunque consapevole che c’è un grande potenziale inespresso e che dobbiamo lavorare anche molto sul digitale. I mezzi che preferisco sono YouTube e Google My Business. Ho iniziato da un paio d’anni a realizzare video per YouTube e sto iniziando a vedere i risultati. Tanti sbagliando pensano che i social diano risultati immediati, invece serve essere costanti e creare contenuti di valore.

Quali sono i suoi obiettivi futuri?

Oggi in Massari Consulting lavoriamo stabilmente in tre: io, mia moglie e un’altra impiegata. Inoltre abbiamo collaboratori esterni coi quali intratteniamo rapporti in via continuativa, soprattutto per quel che riguarda lo sviluppo commerciale esterno e la segreteria commerciale. Di fatto è una struttura organizzativa che si sta ampliando, sempre con un occhio di riguardo alla marginalità (che è quello che dico sempre ai miei clienti), perché a volte ingrandirsi può non essere la scelta migliore. Noto che c’è grande richiesta di servizi di consulenza aziendale, anche perché, per esempio, il business plan è necessario anche per chiedere un fido in banca. Diciamo che vorrei continuare a creare e dare valore alle aziende che si rivolgono a me.

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