Maxi decreto per le bollette di luce e gas e saldo e stralcio delle cartelle? Ecco le prime mosse del nuovo Governo

di Lodovico Poschi Meuron
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In arrivo un maxi decreto per le bollette e un saldo e stralcio per le cartelle esattoriali?

Le grandi manovre in vista della composizione del nuovo governo sono iniziate. Oltre al gettonatissimo tema del toto ministri, in primo piano ogni volta che si avvicinano le consultazioni al Quirinale dopo un passaggio elettorale, molto si discute anche sui primi provvedimenti, alcuni urgentissimi, per sostenere famiglie e imprese in questo momento assai delicato.

Il tema del debito fiscale, soprattutto in capo alle imprese, è già sul tavolo della premier in pectore Giorgia Meloni. E non si esclude l’idea di un “saldo e stralcio” più consistente rispetto al passato.

In arrivo un “saldo e stralcio” per le cartelle fino a 3.500 euro?

Le previsioni per l’autunno inverno sono allarmanti. Secondo Nomisma Energia, società indipendente di ricerca in campo energetico e ambientale, nel prossimo trimestre le bollette elettriche potrebbero aumentare di circa il 60%, con un nuovo massimo del prezzo dell’elettricità di 66,6 centesimi per kWh, 25 centesimi in più rispetto al trimestre precedente.

La stima di Nomisma energia è che, senza interventi del governo, l’impennata sarebbe addirittura del 100%.

Ma si torna a parlare anche di una tregua fiscale. Ma come funziona? Secondo le prime indiscrezioni, un vero e proprio saldo e stralcio che  interesserebbe le cartelle con debiti iscritti a ruolo fino a 3mila/3.500 euro.

Le modalità di versamento allo studio sarebbero due:

  • il pagamento del 20% del debito, e il restante 80% verrebbe cancellato;
  • il pagamento dell’intera imposta maggiorata del 5%, in sostituzione di sanzioni e interessi.

Questa seconda opzione si riferirebbe alle cartelle con importi superiori. Le cartelle con debiti sotto i mille euro, invece, verrebbero direttamente cancellate. 

Per gli importi superiori, dunque, la parte di debiti fiscali che riguarda le imprese, allo studio c’è la possibilità di allungare, e di molto, i termini della rateizzazione. Addirittura fino a 10 anni. 

Debiti fuori controllo, in partenza 13 milioni di cartelle

Una sanatoria così estesa potrebbe anche migliorare la situazione del magazzino dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, ingolfato ormai da anni con cartelle riferite a debiti inesigibili (cioè non riscuotibili, perché l’impresa è fallita per esempio, o il debitore è morto).

Ma resta l’allarme per una situazione che al momento rischia di esplodere. Uno studio pubblicato di recente ha fatto emergere che un’impresa su cinque non è in grado di rimborsare i propri debiti con il Fisco. 

E nel frattempo l’Agenzia delle Entrate non si ferma. Anzi. Sono in partenza di più di 13 milioni di cartelle da notificare tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023. 

Stesso leit-motiv sul fronte della riscossione con 2,5/3 milioni di intimazioni di pagamento da parte di Agenzia delle Entrate-Riscossione.

La transazione fiscale per ridurre il debito fino all’80%

Insomma, c’è grande attesa per conoscere le mosse del nuovo governo soprattutto in tema fiscale.

Tuttavia, come sempre facciamo, ci piace ricordare che per gli imprenditori che hanno debiti superiori a 500 mila euro qualunque rottamazione non sarà mai davvero risolutiva come la transazione fiscale, sia essa all’interno del concordato preventivo che negli accordi di ristrutturazione del debito.

Questo strumento, che elimina anche pericolose conseguenze di carattere penale, è in grado di ridurre il Debito Fiscale e Commerciale superiore dell’80% e pagare il restante 20% in 4 o 5 anni.

Ed oggi è davvero accessibile perché non occorre più l’assenso dell’ente riscossore per avere l’omologa dal tribunale. 

La transazione fiscale è una grande conquista e sarà sempre più utilizzata dagli imprenditori che intendono chiudere i loro conti col fisco e dare nuovo impulso alla propria azienda. 

Oltre a garantire continuità all’attività dell’impresa, conservando quindi posti di lavoro e senza interrompere la filiera dell’indotto, la transazione fiscale è in grado di restituire all’imprenditore la possibilità di far ripartire il proprio business e permettergli di tornare ad essere un valore aggiunto per la collettività.

 

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